| PENNSYLVANIA, USA | 1 DICEMBRE 2025 |

La lotta di una madre contro il fentanyl

Quella che all’inizio era una sofferenza inimmaginabile è diventata la missione di Deborah: avvertire le famiglie della più letale crisi farmaceutica della storia e ispirare all’azione.

Deborah onora sua figlia, persa troppo presto a causa dal fentanyl.

Ava Michelle era un’adolescente vivace e attiva. “È stata una cheerleader per 13 anni”, ricorda Deborah, “una cheerleader da competizione fino all’ultimo anno di liceo. Era una brava ragazza. Lo era davvero.” Ma dietro ai sorrisi, Ava ha dovuto lottare per superare gli anni dell’adolescenza.

“Le avevano dato Zoloft, poi Prozac e poi Ritalin. Prendeva così tanti farmaci, che ho dovuto chiamare il dottore perché si stava comportando in modo strano”, dice Deborah. “Un giorno si alzava e mi faceva impazzire, e il giorno dopo non riuscivo a farla scendere dal letto.” Nonostante un attento monitoraggio, Ava faticava spesso a far fronte alle situazioni, e i farmaci finivano per peggiorare le cose.

Quando è arrivata alla fine dell’adolescenza, la pressione dei coetanei e il contatto con ragazzi più grandi l’hanno portata a far uso di alcol e altre droghe. “Persino le persone che pensavo mi fossero amiche le facevano bere alcol, nonostante spiegassi che lei non avrebbe dovuto bere mentre assumeva le sue medicine”, ricorda Deborah. Ciò che era iniziato con prescrizioni legali è degenerato nell’eroina. “Ne è diventata immediatamente dipendente. Ne era consapevole ed era sconvolta all’idea di essere finita dipendente da qualcosa.”

Per un breve periodo è entrata in un programma di trattamento per gestire i sintomi dell’astinenza, trovando temporaneamente una certa stabilità. “Quando ha iniziato quel programma, è tornata da me”, dice Deborah. “Era la prima volta che la vedevo combattere di nuovo.” Tuttavia, le opzioni del trattamento in Pennsylvania erano limitate. “È dovuta andare in Florida. Era quello che le famiglie chiamano il ‘Florida Shuffle’: una serie di programmi di recupero, uno dopo l’altro, nel tentativo di trovare aiuto. In 18 mesi, le spese accumulate tra tutte le strutture avevano raggiunto 1,5 milioni di dollari”, dice Deborah.

Poi ci è arrivata addosso la tragedia. “Lei credeva che ciò che prendeva fosse qualcos’altro, invece era fentanyl”, dice Deborah. “Non si è più svegliata.”

Il fentanyl, un oppioide sintetico fino a 50 volte più forte dell’eroina, è diventato la causa principale di decessi per overdose negli Stati Uniti, spesso nascosto in pillole o mescolato con altri farmaci.

Ava non era caratterizzata unicamente dalle sue tribolazioni. “Aveva anche una vena artistica e creativa”, dice Deborah. “Anche se ha lottato con problemi di salute mentale e dipendenza, amava dipingere e scrivere. Quel lato della sua vita le procurava gioia, e richiamava alla mente la ragazza luminosa e vivace che era veramente.”

Ora Ava è raffigurata nel nuovo opuscolo La Verità sul Fentanyl. “La sua storia può salvare vite”, dice Deborah. “Se anche un solo giovane, dopo aver letto questo opuscolo, decide di non usare fentanyl, la sua morte non sarà stata vana.” Aggiunge: “Sono orgogliosa che Ava possa contribuire ad informare gli altri, anche se non è più tra noi”.

“Credeva che ciò che prendeva fosse qualcos’altro, invece era fentanyl. Non si è più svegliata.”

Deborah ha trasformato il suo dolore in sostegno. “Ho partecipato a eventi comunitari, ho parlato con legislatori, sono stata in contatto con famiglie che hanno perso i figli”, dice lei. “L’informazione è vitale. I ragazzi di oggi non conoscono i pericoli del fentanyl. Lo vedono online, sui social media. Hanno bisogno della verità prima che sia troppo tardi.”

Inoltre enfatizza il peso emotivo che grava sulle famiglie. “Il dolore, la paura, l’incertezza sul luogo in cui sarà disponibile il prossimo trattamento… è sopraffacente”, dice lei. “Voglio che i genitori sappiano che non sono soli. Condividere la storia di Ava è un modo per dare loro sostegno e guida.”

Ma Deborah sottolinea anche che la prevenzione è possibile. “Se i giovani ricevono per tempo informazioni precise, possono fare scelte migliori. Ecco perché questi opuscoli, questi eventi e questa educazione sono così importanti. Si tratta di dare ai ragazzi la conoscenza con cui proteggersi prima che sia troppo tardi.”

La vita di Ava continua a ispirare all’azione. “Milioni di persone scopriranno la verità sul fentanyl. Questa è l’eredità di Ava: educare milioni di persone e salvare innumerevoli vite da questo mortale farmaco.”


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